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la Web Tradizionalista Cattolico

sabato 30 agosto 2014

La Porta Stretta e i Pochi Eletti

la porta stretta

Considera che poche verità nel cristianesimo siano più chiare e solidamente stabilite di questa: Entrate per la porta stretta, ci dice Nostro Signore Gesù Cristo, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano! (Mt. 7, 13-14) Pauci sunt qui inveniunt eams. In un'altra parte dice: Molti sono chiamati ma pochi eletti (Mt. 22,14.) Pauci vero electi. Questa terribile verità è ripresa più volte dal Figlio di Dio. Infatti, i suoi discepoli un bel giorno chiesero: Signore, sono pochi quelli che si salvano? (Lc. 13,23) Gesù Cristo si accontentò di rispondere in questa maniera: Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno. Tutta la scrittura è piena di figure, prove ed esempi di questa spaventosa verità; e basta un poco di buon senso per renderci conto di quanto sia corto il numero. Non esiste altro cammino per il cielo, perché non esiste un altro Vangelo. Però… quante persone seguono questo cammino? Quante persone seguono queste massime del Vangelo? Che concetto formeremo della verità e della santità della nostra religione, se, dopo tutto quello che Gesù Cristo ci ha detto, dopo tutto quelli che hanno fatto i santi, fosse alto il numero degli eletti? Entrerò a far parte nel gruppo di questi pochi eletti? Questo si dovrà giudicare con la conformità della nostra vita con le massime del Vangelo che seguiamo così male. Anche se ci sono diecimila navi nel mare, la notizia di un solo naufragio, ci mette in allarme. Sappiamo che tra tutte le persone che vivono nel mondo, poche arriveranno al porto della salvezza eterna, e che la maggioranza affonderà miserabilmente. Anche se non avessimo un motivo per temere questa fatale sicurezza, questa perniciosa insensibilità con la quale viviamo, non potrebbe essere molto utile per farci tremare e spaventare per la nostra futura sorte?

Proposito:

Frequenta i sacramenti; confessati spesso e alimentati con il pane dei forti in questa vita nemica; conserva senza compromessi la grazia; tieni un’estrema delicatezza di coscienza; compi con puntualità tutti i doveri del tuo stato; non dimenticarti delle buone opere; fai elemosina; siano tutte le tue preghiere accompagnate dal buon spirito e devozione; stai vicino alla Madonna; visita spesso il Santissimo Sacramento e poni in lui tutta la fiducia… tutti questi esercizi sono un metodo sicuro per rientrare nel corto numero di quelli che si salveranno.

Tuus sum ego, salvum me fac. (Salmo 118)

giovedì 28 agosto 2014

Non Disprezziamo le Piccole Cose

san agustin de hipona

Considera che non ci sia nessuna cosa di maggior pregiudizio per le anime come la negligenza abituale nel compiere le obbligazioni più frequenti. È il riprovevole e fatale stato di tiepidezza. Hai prevaricato contro gli stati di peccato grave? – dice San Agostino; però che cosa hai fatto o cosa fai per liberarti da quelli lievi? Praecavisti magna: de minimis quid agis? Non temi questa continua negligenza, queste frequenti infedeltà, queste mancanze lievi? An non times minuta? Hai buttato in mare i carichi più pesanti che potevano affondare la nave; hai evitato gli scogli ritirandoti nel porto della religione; però attenzione! La molta sabbia nel fondo della nave, può farti affondare dentro lo stesso porto: Projecisti molem: vide ne arena ebruaris. Tutte quelle grazie tanto poderose, quei singolarissimi ausili che arrivano tanto a tempo si riservano solo per quei cuori generosi, per quelle anime fedeli che non valutano se quello che comanda Dio è di precetto o solo un buon consiglio, di obbligazione o facoltativo. Come possiamo chiedere a Dio che ci conceda le maggiori grazie quando allo stesso momento neghiamo i minori e più facili ossequi o quando seguiamo la mondanità o il modernismo al posto di seguire la tradizione? Quando si rovinano o si lasciano cadere le fortificazioni esteriori di un castello, già non esiste più la difesa. Non è possibile resistere a un nemico poderoso, con queste aperture. Le pietose devozioni, l’osservanza delle regole, le frequenti obbligazioni dello stato, sono le nostre fortificazioni del castello. Quando tutte le vie non sono ben guardate, dobbiamo temere il peggio. Tutte le infedeltà abituali con Dio dimostrano o indicano un rammollimento del cuore.

Proposito.

Riconosco, Signore, i miei pericoli e vedo con tutta chiarità i molti che mi hanno dissanguato le mie passate infedeltà. Beato il servo fedele nelle cose piccole. Fate, signore, che io da qui in avanti sia questo servo fedele. Determinato, sono, Dio mio, a compiere esattamente le obbligazioni più piccole, riconoscendo che questo è il mezzo per preservare, per compiacervi.

Utinam dirigantur viae meae ad custodiendas iustificationes tuas. - Salmo 118,5

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mercoledì 27 agosto 2014

Dietro il Commissariamento dei Francescani dell’Immacolata c’è Puzza di Massoneria

francescani dell’Immacolata

Chi è Mario Castellano?

(di Emmanuele Barbieri) A un anno di distanza dall’inizio del commissariamento dei Francescani dell’Immacolata, la sorte dell’Istituto è ormai in mano ad un triumvirato composto da padre Fidenzio Volpi, il commissario designato dalla congregazione dei Religiosi, dal padre Alfonso Bruno, il Francescano “parricida”, e da un eccentrico personaggio fino ad oggi in ombra, ma più che mai attivo come consulente dell’operazione poliziesca: il “professor” Mario Castellano. Chi è dunque costui?

Mario Castellano

Mario Castellano nasce a Imperia, nel 1949, da una famiglia benestante. Il padre Adolfo, ex rappresentante di commercio della riso Scotti, fu partigiano bianco e consigliere comunale DC; lo zio è stato l’arcivescovo di Siena Ismaele Mario Castellano. Il giovane Castellano dopo essersi laureato in Giurisprudenza, ha preso il titolo di avvocato, professione che non esercita. Le sue simpatie politiche sono sempre state di sinistra. Più precisamente proviene dalla sinistra Dc, e ad Imperia è noto come un cattocomunista. Si dice anche che, fin dagli Novanta, Castellano sia affiliato al Grande Oriente di Sanremo. Ci attendiamo che l’interessato smentisca questa notizia.

Pur non essendo mai stato professore, ha insegnato diritto all’università di Managua subito dopo la presa del potere dei sandinisti (fu per motivi ideologici che il nostro per un certo periodo si trasferì in Nicaragua, sposandosi ivi con una nicaraguense dalla quale si separò qualche anno dopo). Ha collaborato a vari siti e blog, di orientamento esoterico e pro-islamico, prima di divenire il “braccio destra” o, secondo alcuni “la mente sinistra” di padre Alfonso Bruno, che ha raggiunto nella casa di Boccea e ha seguito talvolta nelle ispezioni nelle case “ribelli”.

Fin dal 2005 Castellano scrive entusiasta: in difesa dei diritti dei musulmani in Italia; in favore della multiculturalità; sull’adeguamento del nostro sistema giuridico ai diritti dei musulmani sulla casa comune di tutti (credenti e non credenti, e credenti di tutte le Fedi)(cfr. I Musulmani e lo Stato, in http://www.ildialogo.org/islam/castellano19082005.htm).

Nel 2008 i dichiara a favore della rimozione dal Messale “tridentino” di tutto ciò che può offendere la sensibilità ebraica. L’Autore, inoltre, presenta in chiave positiva, benefica, l’esoterismo come uno dei tre motivi per cui noi cattolici non siamo «condannati in eterno» a combattere contro musulmani ed ebrei (cfr. Fratelli maggiori o “perfidos iudeos”, in http://www.ildialogo.org/Ratzinger/EnciclicheBXVI_1227792181.htm). Su Islam-online.it nel 2010 definisce le moschee islamiche «fattore di stabilità e sicurezza» (cfr. http://www.islam-online.it/2010/03/ben-vengano-le-moschee-fattore-di-stabilita-e-sicurezza/).

L’8 aprile 2011, in un evento del Lions Club di Sanremo, pro-Risorgimento italiano, Mario Castellano ha tenuto la conferenza Attualità di Cavour (http://sanremobuongiorno.blogspot.it/2011/04/al-palafiori-la-mostra-itinerante.html). È nota la simpatia del Castellano per lo statista italiano, noto anticlericale in odore di massoneria all’inglese.

Il 12 giugno 2012 www.mediatrice.net posta l’articolo anonimo, ma di Castellanno, L’Europa verso la federazione? (http://www.mediatrice.net/modules.php?name=News&file=article&sid=4858). L’autore dell’articolo si rivela entusiasta ammiratore della Rivoluzione Francese e del Superstato Europeo, paragonando la crisi che oggi attraversa l’Europa a quella che subì la Francia alla vigilia della Rivoluzione. Allora la crisi ebbe il suo sbocco in un atto rivoluzionario con cui gli Stati Generali, proclamandosi Assemblea Costituente, diedero inizio alla Rivoluzione. Oggi l’assunzione diretta da parte dell’Unione europea del debito pubblico di alcuni Stati e di quello privato di alcune banche è considerata come una decisione rivoluzionaria che apre la strada a una Federazione di Stati Europei. Nel corso della Rivoluzione francese poi il clero si divise tra i preti “giurati” che aderirono alla scismatica Costituzione civile del Clero e i “refrattari” fedeli alla Chiesa di Roma.

La simpatia di Castellano va ai preti scismatici, come si evince da questo passaggio:«Quando Napoleone, nel 1801, stipulerà il Concordato con Pio VII, a venire perdonato e riammesso all’esercizio del ministero sarà il “clero refrattario”, mentre sarà riconosciuta e sanata dal punto di vista canonico l’opera svolta nel decennio trascorso dal “clero giurato”.
Aveva dunque agito giustamente, dal punto di vista dello Stato, come anche dal punto di vista della Chiesa di Francia, chi aveva scelto di restare fedele alla Nazione
»(http://www.mediatrice.net/ modules.php?name=News&file=article&sid=4369).

Mario Castellano si è sempre distinto inoltre per i suoi furibondi attacchi ai cattolici senza compromessi, amanti della Tradizione. Forse per questo è amato a sua volta dal commissario Volpi e dalla Congregazione dei Religiosi, che fanno tesoro dei suoi consigli. (Emmanuele Barbieri)

Fonte

http://www.corrispondenzaromana.it/chi-e-mario-castellano/

http://www.losai.eu/odore-massoneria-dietro-commissariamento-dei-frati-ne-parlavano/

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venerdì 15 agosto 2014

In Assumptione Beatae Mariae Virginis

assunta_murillo

 

Orémus.
Omnípotens sempitérne Deus, qui ImmaculátamVírginem Maríam, Fílii tui genitrícem, córpore et ánima ad coeléstem glóriam assumpsísti: concéde, quaesumus; ut, ad superna semper inténti, ipsíus glóriæ mereámur esse consórtes.
Per eundem Dominum nostrum Iesum Christum filium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti, Deus, per omnia saecula saeculorum.
R. Amen.

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giovedì 14 agosto 2014

Vigilia Assumptionis Beátæ Maríæ Vírginis

vigilia Assumptione B. M. V.

 

Introitus. Ps. 44,13,15 et 16. Vultum tuum deprecabúntur omnes divíni tesplebis: adducéntur Regi Vírgines post eam: próximæ ejus adducéntur tibi in lætítia et exsultatióne. Ps. ibid., 2. Eructávit cor meum verbum bonum: dico ego ópera mea Regi. ℣. Glória Patri.

Non dicitur Glória in excelsis.

ORATIO

Deus, qui virginálem aulam beátæ Maríæ, in qua habitáres, elígere dignátus es: da, quǽsumus; ut, sua nos defensióne munitos, jucúndos fácias suæ interésse festivitáti: Qui vivis.

Et fit Commemoratio S. Eusebii Conf., ut in Missa sequenti 000. Deinde dicitur 3. Oratio de Spiritu Sancto [000].

Léctio libri Ecclesiastici
Eccli. 24, 23-31.

Ego quasi vitis fructificávi suavitátem odóris: et flores mei fructus honóris et honestátis. Ego mater pulchræ dilectiónis, et timóris, et agnitiónis, et sanctæ spei. In me grátia omnis viæ et veritátis: in me omnis spes vitæ et virtútis. Transíte ad me, omnes, qui concupíscitis me, et a generatiónibus meis implémini. Spíritus enim meus super mel dulcis, et heréditas mea super mel et favum. Memória mea in generatiónes sæculórum. Qui edunt me, adhuc esúrient: et qui bibunt me, adhuc sítient. Qui audit me, non confundétur: et qui operántur in me, non peccábunt. Qui elúcidant me, vitam ætérnam habébunt.

Graduale. Benedícta et venerábilis es, Virgo María: quæ sine tactu pudóris invénta es Mater Salvatóris.
℣. Virgo, Dei Génetrix, quem totus non capit orbis, in tua se clausit víscera factus homo.

✠ Sequéntia sancti Evangélii secúndum Lucam.
Luc. 11, 27-28.
In illo témpore: Loquénte Jesu ad turbas, extóllens vocem quædam múlier de turba, dixit illi: Beátus venter, qui te portávit, et ubera, quæ suxísti. At ille dixit: Quinímmo beáti, qui áudiunt verbum Dei, et custódiunt illud.

Offertorium. Beáta es, Virgo María, quæ ómnium portásti Creatórem: genuísti qui te fecit, et in ætérnum pérmanes Virgo.

SECRETA

Múnera nostra, Dómine, apud cleméntiam tuam Dei Genetrícis comméndet orátio: quam idcírco de praesénti sǽculo transtulísti; ut pro peccátis nostris apud te fiduciáliter intercédat. Per eúndem Dóminum.

Et fit Commemoratio S. Eusebii; deinde de Spiritu Sancto [000]. Præfatio communis.

Communio. Beáta víscera Maríæ Vírginis, quæ portavérunt ætérni Patris Fílium.

POSTCOMMUNIO

Concéde, miséricors Deus, fragilitáti nostræ præsídium: ut, qui sanctæ Dei Genetrícis festivitátem prævénimus; intercessiónis ejus auxílio a nostris iniquitátibus resurgámus. Per eúndem Dóminum nostrum.

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La Fede come Virtù…

fede cristiana

 

Se la fede è virtù della ragione, la mancanza è di essa è un vizio della volontà. L’eresia vive nella comprensione; però la sua origine e il progresso nascono nel cuore. Quando si comincia a vivere male, secondo principi non cristiani, automaticamente la fede inizia a vacillare. Non vogliamo che quello che ci incomoda, sia verità, quando seguiamo un cammino più facile o di maggiore convenienza. Il cuore schiavo della passione corrompe e inganna la ragione. Dal dubbio si passa rapidamente all’errore; e una volta che l’orgoglio, l’immoralità, l’avarizia, la vendetta dominano il terreno, non si applica più la ragione per combattere le illusioni ma al contrario si seguono e si sostengono. In questo deplorevole stato, le verità più terribili della fede si considerano come preoccupazioni dell’infanzia e dell’educazione. Interamente corrotta per la malvagità del cuore, la ragione si costituisce giudice supremo della fede. Tutto ciò che non arriva alla ragione naturale, è condannato; non si crede a niente tranne quello sostenta la giurisdizione delle sue idee. Avendo ben analizzato tutto questo, possiamo confutare che in tutti i tempi fruttano tanti errori e le sette più perniciose. Cercando l’origine, che è molto facile da incontrare, possiamo scoprire la vera natura nefasta, cioè le eresie. E possiamo anche capire che le differenze sui dogmi nascono dalle differenti passioni. L’ambizione arrogante solo crea le ribellioni contro la Chiesa e il suo furore contro le verità di fede.

Oh Dio mio, quanto è importante conservare la purezza dei costumi se si vuole conservare la purezza della fede!

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