Google
la Web Tradizionalista Cattolico

domenica 29 marzo 2015

Catena Aurea - Matteo, Capitolo 3, Versetti 11-12

san giovanni battista battezza le folle

Io vi battezzo con acqua per la penitenza; ma chi che viene dopo di me è più potente di me, e io non son degno di portargli i sandali. Egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco; gli ha in mano il ventilabro e purificherà la sua aia, e raccoglierà il frumento nel suo granaio, ma la pula la brucerà con fuoco inestinguibile.

 

Gregorio: Giovanni non battezzava nello spirito, ma nell’acqua, poiché non poteva eliminare i peccati: lava certamente i corpi con l’acqua, ma tuttavia non lava le anime con il perdono.

Crisostomo: Poiché infatti non era stata ancora offerta la vittima, né assolto il peccato, né lo spirito era disceso nell’acqua, come poteva avvenire la remissione dei peccati? Ma poiché i Giudei non si accorgevano in alcun modo dei loro peccati, e ciò era per essi causa dei loro mali, venne Giovanni a condurli alla conoscenza dei loro peccati, ricordando la penitenza.

Rabano: ma chi che viene dopo di me è più potente di me, come se Giovanni dicesse: io sono si forte invitando alla penitenza, lui rimettendo i peccati; io predicando il regno, lui donandolo; io battezzando nell’acqua, lui nello spirito.

Crisostomo: […] Il grano non appena è stato trebbiato giace in un solo luogo confuso con la paglia, poi viene vagliato per essere separato; così anche nell’Unica Chiesa i fedeli sono mescolati agli infedeli; per questo viene mossa la persecuzione a modo di vento, affinché, scossi con il ventilabro di Cristo, coloro che erano già distaccati per gli atti siano separati anche nel luogo. E vedi che non ha detto: monderà la sua aia; ma <<purificherà>>; è infatti necessario ce la Chiesa sia tentata in diversi modi finché non sia purificata. E prima l’hanno vagliata i Giudei, poi i Gentili, ora gli eretici, e alla fine la vaglierà ancora di più L’Anticristo. […]

mercoledì 25 marzo 2015

Carlos Nuñez - Salve Finisterrae (Salve Regina)

Salve Regina

 
 
Salve, Regina, Mater misericordiae,
vita, dulcedo, et spes nostra, salve.
Ad te clamamus, exsules filii Evae,
ad te suspiramus, gementes et flentes
in hac lacrimarum valle.
Eia ergo, advocata nostra, illos tuos
misericordes oculos ad nos converte.
Et Jesum, benedictum fructum ventris tui,
nobis, post hoc exilium, ostende.
O clemens, O pia, O dulcis Virgo Maria.

 

 

Continua a leggere...

Il Putsch della Misericordia

cristeros

di Patrizia Fermani, ricevuto via e-mail.

Bergoglio è stato portato sulla loggia delle benedizioni, da quanti hanno pensato che il tempo fosse maturo per  affondare definitivamente la barca di Pietro. Al popolo di Dio è bastato  lanciare le noccioline della demagogia a costo zero, quella che dopo il sessantotto ha commosso le classi medio alte sedotte dal finto povero. L’amore masochistico dei preti postconciliari  per i nemici ufficiali della Chiesa di  Cristo poteva finalmente essere ricambiato. Così ogni maitresse à penser  di  Repubblica e dintorni di punto in bianco ha potuto gridare al mondo che la chiesa è morta e quindi  viva la nuova Chiesa per definizione cosa altra rispetto alla precedente : esiliato un Papa si fa una nuova Chiesa .

Ma in cosa consiste la nuova Chiesa non più cattolica romana? Essa è quella che deve conquistare il primato  superando  anche il protestantesimo per  mettersi al servizio e a rimorchio del secolo.  Cioè  proprio al servizio dell’onda che sta spazzando via una civiltà insieme alla sua religione, dopo l’annientamento della  filosofia e della estetica. Solo la  morale era sopravvissuta per un po’ alla filosofia e all’estetica perché legata naturalmente allo spirito di sopravvivenza della società e degli individui. La Chiesa ufficiale,  col suo Magistero cercava di tenere in vita la pur indebolita morale cristiana. Benedetto XVI aveva avvertito: Se abbandonate i principi, e li sostituite con la libertà del nulla, e del suo orrore, nessuno si salverà. Ha lanciato l’ultimo allarme prima che la guerra si scatenasse.  I principi sono stati aboliti, sostituiti dalla libertà del nulla,  per il nulla e per il suo orrore.

Il sinodo della famiglia è stato istituito da Bergoglio ad assemblea costituente con il compito di decretare la fine della Chiesa cattolica, con la  sconfessione del suo insegnamento a  partire dalla morale famigliare.  Il programma di questa morte annunciata è tutto scritto nel paragrafo 9) della Relatio finale del sinodo 2014, che è andata a costituire la base per il  sinodo definitivo di ottobre prossimo.  Esso merita una lettura attenta.  Vi leggiamo che di questo si deve soprattutto tenere conto: “…. i singoli hanno  un maggiore bisogno di prendersi cura della propria persona,… di conoscersi interiormente, di vivere meglio in sintonia con le proprie emozioni e i propri sentimenti, di cercare relazioni affettive di qualità” per cui “ tale giusta aspirazione può aprire al desiderio di impegnarsi nel costruire relazioni di donazione e reciprocità creative, responsabilizzati e solidali COME QUELLE FAMIGLIARI…”…”..la sfida per la Chiesa è di aiutare le coppie nella maturazione della dimensione emozionale e nello sviluppo affettivo,…….”; e più avanti al paragrafo 10) che per onore di bandiera farà pure menzione dell’amore coniugale, ci si lamenta che “ molti tendono a restare negli stadi primari della vita emozionale e sessuale”.

La portata di questo passo è tale da rappresentare il vero manifesto  della nuova chiesa di Bergoglio, che  non ha più nulla a che fare con la teologia e con la morale cattolica, cioè è il vero manifesto di una rivoluzione che deve essere ufficializzata. Quella che abolisce l’anima e consacra l’idolo della materia.

Quando Gesù incontra l’adultera, non le chiede quale sia stato il “percorso” psicologico che l’ha portata al tradimento del marito, quali siano state le pulsioni e le emozioni da cui si è lasciata condurre, non fa indagini psicologiche, ma le dice semplicemente,”và e non peccare più”.  Le ingiunge di fare appello alla volontà e di orientarla sulla via del bene. Parla del peccato che presuppone la trasgressione del comandamento divino. Parla allo spirito della donna perché l’uomo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio, ha la possibilità di riconoscere il bene ed è in grado di perseguirlo: ha la sapienza donata da Dio e la volontà per renderla fruttuosa. La trasgressione avviene quando per superbia l’uomo pensa di attingere ad una sapienza superiore a quella che gli è stata donata e di orientare la propria volontà in una direzione contraria a quella voluta da Dio creatore e riportata da Gesù alla coscienza del singolo uomo.

Così  alla Chiesa è stato affidato il compito di perpetuare la paideia cristiana volta  alla salvezza dell’anima attraverso la ricerca del bene che porta alla virtù e alla felicità duratura, e a dispetto delle tentazioni e della tirannia della materia. La Chiesa a questo si è dedicata per secoli,  al di là delle inadeguatezze e alle cadute dei suoi uomini

Ma  ecco che nella visione del programma sinodale  non c’è nulla di tutto questo.  Non c’è l’indicazione del bene da realizzare e del male da evitare, della direzione da dare alla volontà. Non c’è la preoccupazione per la salvezza delle anime, ma quella per il benessere dei corpi e delle menti. Non c’è un richiamo alla ragione umana conformata al logos divino rivelato da Cristo, ma l’attenzione ossequiosa  all’irrazionale che abbandonato a se stesso diventa l’antiragione capace di partorire  mostri. La  chiesa   dovrebbe insegnare  quanto i discepoli sanno fare già  benissimo da soli:  assecondare pulsioni, ricercare  emozioni, scambiare il bene col benessere, mettere da parte la ragione e fare spazio appunto all’irrazionale come suggerirono i sofisti prima di Socrate e come predica il relativismo moderno. Del resto  anche al di fuori di una visione religiosa, converrebbe ricordare con Jaspers che “ribellandoci al razionale si elude l’elemento dialettico della riflessione e si diventa barbari nel senso greco della parola, cioè di uomini che parlano un linguaggio senza senso. Per questo tipo di irrazionalità valgono le parole di Mefistofele :’ disprezza sapere e ragione, supreme facoltà dell’uomo, lascia che lo spirito di menzogna t’irretisca sempre di più in opere di inganno e di incantesimo, e io ti ho già nelle mie mani’ “.

Di certo  alla barbarie postmoderna non occorrevano  gli incoraggiamenti “pastorali”.  Per essa lavorano a tempo pieno movimenti omosessisti,  pornografia e blasfemia, Marco pannella e Bill Gates, Elton John e l’Oms, l’abortismo di qualunque colore, la cultura della morte. I frutti più recenti sono quelli innominabili del gaio Tizio che attraverso inseminazione artificiale ha potuto produrre la gravidanza di sua madre. Senza avere ancora l’impulso, che sarebbe benefico  per entrambi,  di accecarsi con le proprie mani come l’incolpevole Edipo.  Eppure , nonostante tutto questo, secondo la visione del mondo  propagandata da Bergoglio e altri marziani (nel senso di acquartierati a S. Marta), la Chiesa non deve insegnare ciò che è oggettivamente buono, i comportamenti non devono essere orientati a quello che  è bene per tutti e che da tutti potrebbe essere irradiato , ma devono essere indirizzati alla soddisfazione di tutte le forze che appartengono alla soggettività irrazionale dell’uomo, al mondo delle pulsioni e delle emozioni, l’unica lente con la quale leggere la realtà per  adattarla  alle proprie  esigenze particolari. È evidente che in questo quadro non c’è spazio per alcuna altra norma che guidi le azioni umane e offra anche un criterio obiettivo di giudizio.

Del resto la massa festante affamata delle noccioline  demagogiche, sembra anche totalmente ignara  di quanto sta accadendo e incapace di presagire quanto accadrà, tra  frastuono mediatico e  voci suadenti di quei preti che si sentono anch’essi felicemente liberati.

Ma qualcuno nella Chiesa, come anche  tra i fedeli, ha avvertito il tradimento del Vangelo e della sua Chiesa millenaria e non vuole esserne  partecipe. Alcuni non temono di parlare alto e forte. Sono uomini che non si lasciano intimidire dalle prepotenze padronali né dalla ignavia dei confratelli e tanto meno dalla propaganda di regime clericocomunista. Dunque l’esito del sinodo potrebbe risultare meno scontato di quanto si è cercato di apparecchiare.  Ecco allora  il colpo di mano .  Ecco allora l’idea formidabile di dare veste sacrale al programma politico rivoluzionario. Basta metterlo nella forma solenne del giubileo. Quello che nasconderà anche ai frastornati e agli insipienti o ai confusi, il sovvertimento della missione della Chiesa sotto una carica di patos religioso. La misericordia di Bergoglio, l’amnistia generale con cancellazione retroattiva del peccato, deve avere una veste teologica e sacrale capace di annientare ogni resistenza.

Per le religioni primitive l’esaltazione mistica rappresentava anche la sublimazione dell’irrazionale e della carnalità. Il giubileo della misericordia di Bergoglio  punta alla sublimazione dei nuovi riti della modernità assunti a riti della nuova Chiesa del terzo millennio ecumenica atea e popolare, e produrrà per forza di cose la loro consacrazione definitiva. Un Vangi qualunque potrà forgiare a suo modo la statua della nuova misericordia da mettere al posto di San Pietro benedicente.

L a monarchia papale è già stata sostituita tra l’indifferenza generale, dalla dittatura  papale. Una volta sciolta l’assemblea costituente, si vedrà. Bergoglio dice di avere poco tempo. Ma non perché, come pensa qualcuno, è avanti con gli anni. Pensa di avere poco tempo  perché la rivoluzione per essere efficace deve giocare sull’effetto sorpresa e forse nell’intento di addomesticare e di abituare a tutto, di sorprese si è un po’ abusato, fino alla noia. C’è poco tempo perché la resistenza, già preparata al peggio, forse si sta organizzando e i frutti della nouvelle vague vaticana cominciano a sembrare pesanti anche agli estimatori della prima ora.

Se si neutralizzano in fretta le resistenze, poi con  la misericordia che tutto libera, che spalanca le porte della morale cristiana alla creatività del secolo, tutti si sentiranno  inebriati e liberati. Si  potrà anche radere al suolo la basilica vaticana come la Bastiglia, anche se da tempo, anche lì, non c’è  quasi più nessuno a difenderla. Intanto Il giubileo della misericordia si annuncia  come la carta dei diritti dell’89, quelli che oggi sono diventati, sotto mentite spoglie, la carta del suicidio di una civiltà.

Continua a leggere...

martedì 24 marzo 2015

Cartone Animato - Storie dalla Bibbia–21 Il Regno di Salomone

cartone storie della bibbiaAll'interno di una tenda, un vecchio saggio narra ai suoi compagni la vicenda di Assalonne. Questi era figlio del re Davide ma, ribellatosi a lui, finì per morire a causa dei suoi misfatti e il trono passò così al fratellastro, Salomone. Il nuovo re è saggio e di buon cuore. Insieme al capo architetto, discute sul progetto del magnifico tempio, la cui idea proveniva dal padre, che però, per comando divino, non poté esserne il costruttore. Dopo sette anni di duro lavoro, il tempio viene finalmente realizzato. Salomone inaugura il nuovo santuario, mentre i sacerdoti conducono l'arca dell'Alleanza all'interno del Sancta Sanctorum. Come ai tempi di Mosè, ecco il cielo divenire rosso e una luce immensa coprire l'entrata del tempio. Il Signore ha preso possesso della propria casa. La fama del sovrano si sparge anche in regni lontani. La regina di Saba convoca alcuni israeliti per chiedere notizie sulla fama del monarca. Questi narrano alla regina la celebre storia del giudizio di Salomone: le due donne e il bambino. La sovrana, affascinata dai racconti narrati su di lui, decide di andare a Gerusalemme per conoscerlo. Salomone la accoglie e gli mostra le meraviglie del suo regno, lasciando la regina estasiata dalla bellezza del regno e dalla potenza del Dio che loro adorano. Però, come aveva previsto la regina di Saba, col passare del tempo Salomone abbandona il Signore e si dà alla corruzione e ai piaceri terreni, permettendo persino a una delle sue amanti di costruire un idolo di pietra all'esterno della città di Gerusalemme. Un lebbroso predice il terribile destino degli israeliti: il Signore non lascerà impunito il germe del peccato.

Continua a leggere...

Paraguay: Due Eretici Protestanti Distruggono Immagini Religiose Cattoliche

protestanti 2

 

protestanti 1

La settimana scorsa due pastori della Chiesa Evangelica Acqua Viva hanno distrutto delle immagini religiose cattoliche, in particolare quella della Vergine di Caacupé, del Sacro Cuore e di San Raffaele tra le altre. I due pastori protestanti, José Villalba e Viviano Villalba, hanno giustificato il loro atto tirando fuori il Salmo 115 e aggiungendo che si tratta di una pratica comune contro l’idolatria.

“In questa zona del Paraguay la campagna evangelica è stata seguita da una radio ed è durata tre giorni; durante l’ultima notte hanno partecipato quasi trecento persone, tra le quali una famiglia composta da sette persone, che hanno deciso di accettare a Cristo come loro Signore e Salvatore”, ha raccontato Ávalos un altro pastore evangelico.

La Chiesa Cattolica del Paraguay non ha tardato nell’esprimere la sua indignazione e condanna verso quest’atto deplorevole. Il cappuccino Mario Osvaldo Florentino indicò che l’intolleranza verso i simboli religiosi non è buona perché può portare a uno scontro fra le persone e che l’atto rappresenta una “mancanza di rispetto” verso tutti coloro che professano la fede cattolica.

“Per la Chiesa Cattolica questi atti costituiscono un “sacrilegio”, noi raccomandiamo a tutti di pregare per tutte quelle persone che hanno commesso questo “peccato” affinché Dio li perdoni per tale azione”, sentenziò il religioso cappuccino.

Continua a leggere...

domenica 22 marzo 2015

Catena Aurea - Matteo, Capitolo 3, Versetti 7-10

Farisei

Vedendo poi molti dei farisei e dei Sadducei che venivano al suo battesimo disse loro: Razza di vipere, chi vi insegnerà a sfuggire all'ira imminente? Fate dunque un degno frutto di penitenza, e non crediate di poter dire tra voi: Abbiamo Abramo per padre; vi dico che Dio è capace di suscitare dei figli di Abramo da queste pietre. Già la scure è stata posta alla radice degli alberi: dunque ogni albero che non dà frutto buono sarà tagliato e gettato nel fuoco.

 

Isidoro: I Farisei e i Sadducei sono avversari tra loro: infatti i Farisei preferiscono la giustizia delle tradizioni e delle osservanze. I Sadducei invece rivendicano per s ciò che non sono, negano la risurrezione dei corpi e insegnano che l’anima muore con il corpo. Essi accolgono soltanto i cinque libri della legge e respingono gli oracoli dei profeti.

Crisostomo: […] Dice: Razza di vipere. Infatti appartiene alla natura delle vipere il fatto che non appena hanno morso un uomo, corrono all’acqua, e se non la trovano muoiono. Quindi chiamava questa razza di vipere perché, commettendo dei peccati mortali, correvano al battesimo per sfuggire soltanto con l’acqua, come le vipere al pericolo della morte.[…] Poiché dunque i Giudei, perseguitando continuamente i profeti, corruppero la loro madre, la sinagoga, per questo vengono chiamati razza di vipere. Parimenti le vipere al di fuori sono belle e quasi dipinte, ma dentro sono piene di veleno: così anche costoro mostravano la belezza della santità nel volto.

Gregorio: Fate un degno frutto di penitenza. In queste parole bisogna notare che è necessario fare non solo frutti di penitenza, ma degni frutti di penitenza. Bisogna sapere infatti che a chi non ha commesso nulla di illecito viene per diritto concesso che faccia uso delle cose lecite; ma se uno è caduto in una colpa, deve togliere da sé le cose lecite nella misura in cui ricorda di aver commesso quelle illecite. La coscienza dunque indica a ciascuno di compiere con la penitenza opere buone tanto maggiori quanto più gravi sono i danni9 che si è inflitto con la colpa.

Crisostomo: Come la pietra è dura da lavorare, ma quando se ne è fatta un’opera, questa non può venire meno, così anche le Genti con difficoltà giungono alla fede, ma quando vi sono giunte vi sono giunte vi rimangono per sempre.

Rabano: Ora, ci sono quattro specie di alberi: una è totalmente secca, e a questa vengono paragonati i pagani; un’altra è verde ma senza frutto, e a questa vengono paragonati gli ipocriti; una terza è verde fruttuosa, ma velenosa, e a questa vengono paragonata gli eretici; una quarta è verde e produce buon frutto, e a questa vengono paragonati i veri cattolici.

Continua a leggere...

sabato 21 marzo 2015

Comunicato della Fraternità Sacerdotale San Pio X sul Caso Mons. Faure

fsspx

pubblicato su DICI

Per leggere l’intervista con Mons. Faure Clicca Qui…


19 marzo 2015  

Oggi, 19 marzo, Mons. Richard Williamson ha conferito la consacrazione episcopale a don Jean-Michel Faure, presso il monastero benedettino Santa Cruz di Nova Friburgo (Brasile).

Mons. Williamson e don Faure non sono più membri della Fraternità San Pio X rispettivamente dal 2012 e dal 2013 a causa delle aspre critiche che avevano formulato contro ogni relazione con le autorità romane, denunciando ciò che, a loro modo di vedere, costituiva un tradimento dell’opera di Mons. Lefebvre.

La Fraternità San Pio X deplora che tale spirito di opposizione giunga al punto di effettuare una consacrazione episcopale. Nel 1988 Mons. Lefebvre aveva chiaramente manifestato la sua intenzione di consacrare dei vescovi ausiliari, senza giurisdizione, in ragione dello stato di necessità in cui si trovava la Fraternità San Pio X e i fedeli cattolici, con il solo scopo di permettere ai fedeli di ricevere i sacramenti tramite il ministero dei sacerdoti che avrebbero ordinato.

Dopo aver tentato l’impossibile nei confronti della Santa Sede, Mons. Lefebvre procedette alle consacrazioni episcopali davanti a migliaia di sacerdoti e fedeli e diversi giornalisti del mondo intero. Tutto mostrava che quest’atto, malgrado l’assenza di autorizzazione di Roma, era posto pubblicamente per il bene della Chiesa e delle anime.

La Fraternità San Pio X denuncia la consacrazione episcopale di don Faure che, malgrado le affermazioni del consacratore e del consacrato, non si apparenta minimamente alle consacrazioni del 1988. In effetti tutte le dichiarazioni di Mons. Williamson e di don Faure provano con evidenza che essi non riconoscono più le autorità romane se non in maniera puramente retorica.

La Fraternità San Pio X riafferma che l’attuale stato di necessità nella Chiesa legittima il suo apostolato nel mondo, senza per questo ritenersi dispensata dal riconoscere le autorità ecclesiastiche per le quali i sacerdoti pregano in ogni Messa.

Essa intende proseguire la sua opera di formazione sacerdotale secondo i suoi statuti.
Essa vuole pure conservare il deposito della fede e della morale, opponendosi agli errori, da qualunque parte essi provengano, al fine di trasmettere tale deposito per mezzo della liturgia tradizionale e della predicazione, nello spirito missionario del suo fondatore: Credidimus caritati (1 Gv. 4,16).

Menzingen, 19 marzo 2015

Continua a leggere...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Archivio blog