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la Web Tradizionalista Cattolico

sabato 27 settembre 2014

Come le Sinistre Italiane ti Finanziano il Terrorismo Islamico…

sinistre terrorismo

Chi legge quotidianamente i giornali ben sa che dal marzo 2011 è in corso un conflitto in Siria e che l’opposizione, spesso definita moderata dai nostri politicanti, imbracciava le armi e si faceva chiamare Free Syrian Army, con la bandiera verde, bianca e nera e tre stelle al centro.

Sul Corrierone del 14 Agosto[1] appare in prima pagina la foto di un jihadista indagato a Milano, che i più attenti sicuramente già conoscono: è Haisam Sakhanh, lo stesso dell’esecuzione sommaria apparsa sul New York Times[2], lo stesso che ha assaltato l’ambasciata siriana a Roma[3], nonché lo stesso che appare in una foto con l’inviata RAI Lucia Goracci[4].

Al tempo uscì anche un trafiletto su Repubblica[5], ricordo che lo lessi quasi per caso, perché non era facilmente raggiungibile dalla home page. La giornalista delinea più o meno lo stesso inquietante quadro di favoreggiamento al terrorismo, tirando in ballo persino Nour Dachan, ex presidente UCOII e molto conosciuto tra gli islamici italiani.

Di seguito, alcune dichiarazioni rilevanti:

1. L’ex ministro degli esteri, Giulio Terzi, al tempo il riferimento numero uno in Italia per gli jihadisti siriani:

"Il ministro Terzi - prosegue il documento - ha specificato che tale intesa a 27 è uno sviluppo positivo che va nel senso da noi auspicato di un rafforzamento del sostegno europeo all'opposizione siriana, sia sul piano politico che su quello materiale'. Ha dichiarato inoltre che all'incontro del Gruppo di alto livello sulla Siria a Roma, l'Italia e i Paesi europei proporranno agli Stati Uniti che gli aiuti militari vengano estesi fino a comprendere anche l'assistenza tecnica, l'addestramento e la formazione, in modo da 'consolidare l'azione della coalizione'."[5]

2. Nour Dachan, ex presidente UCOII, associazione che, ricordiamo, riceve finanziamenti dal governo italiano.

“Sicuramente lo scenario siriano è diverso da quello libico e noi insistiamo ancora una volta a dire che la rivolta è pacifica, ma pacifico non vuol dire farsi ammazzare e basta, ma ricorrere agli organismi internazionali come l’ONU del quale la Siria fa parte e che prevede nel proprio statuto la protezione dei civili."[6]

3. Khalid Chaouki, deputato PD in quota UCOII.

“La situazione in Siria è ormai da tempo oltre i limiti .. L'Onu dovrà seriamente decidere per una risposta forte contro il regime sanguinario di Assad. Personalmente sono d'accordo con l'opzione militare. L'unica soluzione possibile per fermare questo criminale e per fermare il massacro in Siria."[7]

4. Pierluigi Bersani, ex segretario del PD.

"Il PD è qui per dare voce al popolo siriano. Vogliamo dare voce a questa tragedia enorme che si sta svolgendo nel silenzio e anche nella disattenzione generale e vogliamo dire con nettezza che il massacro in Siria deve fermarsi, che l'opposizione siriana deve riunirsi e convergere, che Assad deve andarsene. Vogliamo anche che l'Italia, l'opinione pubblica e i governi italiano ed europeo seguano con grande attenzione questa crisi".[8]

 

Fonte: http://radiospada.org/2014/08/come-la-politica-italiana-ha-favorito-o-finanziato-il-terrorismo-islamico/

 
 
[1] http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_27/terrorismo-anche-milano-indaga-reclutamento-siriani-932ae3a2-2e11-11e4-833a-cb521265f757.shtml
[2] http://www.nytimes.com/video/multimedia/100000002421671/syrian-rebels-execute-7-soldiers.html
[3] https://www.youtube.com/watch?v=LmoFnlLpWpo
[4] http://aurorasito.files.wordpress.com/2013/09/560542.jpg
[5] http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2013/02/28/news/disarmo_siria_rete_disarmo_non_armi_ma_pane_alla_popolazione_siriana-53562818/
[6] http://www.islam-online.it/2012/02/cessino-immediatamente-le-violenze-intervista-con-mohamed-nour-dachan/
[7] https://www.facebook.com/khalid.chaouki/posts/501647559922396
[8] http://www.youtube.com/watch?v=CtP9m_CN-0A

venerdì 26 settembre 2014

Mons. Rogelio Livieres: “Io non ci sto!”

Mons. Livieres

Continua la persecuzione del massone modernista Bergoglio contro tutto quello che è cattolico tradizionalista.

Il vescovo Rogelio Livieres di Ciudad Del Este, vittima della singolarmente brutale e improvvisa "decapitazione", non ci sta, e scrive al cardinale prefetto della Congregazione per i Vescovi, il canadese Ouellet, una lettera pepata. E' a Roma da vari giorni, per parlare con il Papa, che però non gli da udienza..."A dispetto di tanti discorsi sul dialogo, la misericordia, l’apertura, la decentralizzazione e rispetto per l’autorità delle Chiese locali, non ho avuto neanche l’opportunità di parlare con il Papa Francesco".

Il vescovo Rogello di Ciudad Del Este, vittima della singolarmente brutale, dura e improvvisa decapitazione, non ci sta, e scrive al cardinale prefetto della Congregazione per i Vescovi, il canadese Ouellet, una lettera pepata. 

Nel frattempo sul sito della diocesi appare una risposta in cui si ribatte punto per punto alle accuse avanzate dalla rapida visita apostolica di Santos Abril Y Castello, uno dei personaggi di fiducia di papa Bergoglio a Roma.   

Mette in rilievo le irregolarità – anche formali – di un’operazione che ha profumo ideologico. “Come figlio obbediente della Chiesa accetto senza dubbio questa decisione anche se la considero infondata e arbitraria, e di cui il Papa dovrà rendere conto a Dio, più che a me”, scrive il vescovo, ribadendo che “a parte i molti errori umani che posso avere commesso, e per i quali sin da ora chiedo perdono a Dio e quanti possano aver sofferto, affermo una volta di più a coloro che mi vogliono ascoltare che la sostanza del caso è stata un’opposizione e una persecuzione ideologica”. Rogello era l'unico vescovo "conservatore" del Paraguay, e la sua diocesi aveva più seminaristi di tutte le altre messe insieme. 

E continua: “Il vero problema della Chiesa in Uruguay è la crisi della fede e di vita e morale che una cattiva formazione del clero ha continuato a perpetuare, insieme alla negligenza dei Pastori”. Al vescovo Rogello non è mai stato fatto vedere il testo nato dalla Visita apostolica; ma dice, se “si pensa che il problema della Chiesa in Paraguay è un problema di sacrestia che si risolva cambiando il sacrestano, ci si sbaglierebbe profondamente e tragicamente”.  

La mancanza di una comunicazione sui risultati dellla Visita apostolica ha fatto sì che il vescovo non abbi potuto rispondere debitamente. “A dispetto di tanti discorsi sul dialogo, la misericordia, l’apertura, la decentralizzazione e rispetto per l’autorità delle Chiese locali, non ho avuto neanche l’opportunità di parlare con il Papa Francesco, né il modo di chiarirgli dubbi o preoccupazioni. Di conseguenza non ho potuto ricevere nessuna correzionepaterna – o fraterna, come si vuole – da parte sua”. E conclude: “Un tal modo di procedere senza formalità, in maniera indefinita e improvvisa, non sembra molto giusta, non da luogo a una legittima difesa né alla correzione adeguata di possibili errori. Ho solo ricevuto pressioni affinché rinunciassi”. Il vescovo Rogello è a Roma da vari giorni, chiedendo, inutilmente, di poter parlare on il Papa.

Marco Tosatti

http://www.lastampa.it/2014/09/26/blogs/san-pietro-e-dintorni/un-vescovo-accusa-il-papa-BcZatNaUhKHbJMhLjB0kOL/pagina.html

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giovedì 25 settembre 2014

Dom Giuseppe Ricciotti - Vita di Gesù Cristo

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La prima vaga idea di scrivere questo libro mi venne molti anni fa in circostanze straordinarie. Ero stato trasportato in un ospedaletto da campo, che stava rimpiattato sotto un bosco d'abeti in un vallone delle Alpi: per qualche tempo rimasi là tra la vita e la morte, più vicino a questa che a quella; notte e giorno il vallone rintronava dello schianto delle granate, attorno a me gridavano feriti e rantolavano moribondi, il lezzo delle cancrene che ammorbava Varia sembrava un preannunzio del cimitero. Aspettando la mia sorte a un certo momento pensai che, se fossi sopravvissuto, avrei potuto scrivere una Vita di Gesù Cristo; il vangelo di lui, infatti, stava là sul mio pagliericcio, e le sue pagine ove le macchie di sangue si erano sovrapposte a guisa di rubriche alle lettere greche mi parevano un simbolico intreccio di vita e di morte.

Guarito che fui e tornato alla vita normale, quell'idea della Vita di Gesù Cristo invece di attirarmi mi sgomentava, e ogni volta che vi ripensavo ne avevo sempre più paura: eppure non solo non mi abbandonava giammai, ma piuttosto diventava per il mio spirito una specie di necessità. Come si fa istintivamente di fronte alle necessità paurose, cominciai con girarle d’attorno, quasi per illudere me stesso: mi detti a pubblicare studi su testi ebraici e siriaci, quindi una Storia d'Israèle e poi ancora la Guerra giudaica di Flavio Giuseppe, ma la vera roccaforte restava ancora là intatta nel bel mezzo dei miei giri, risparmiata dalla mia paura. Ben poco mi scossero esortazioni d'amici e inviti d'autorevolissime persone: risposi immutabilmente per molti anni che le mie forze non reggevano davanti a una Vita di Gesù Cristo.

Invece più tardi, contro ogni previsione, ho ceduto. Ma ciò è av­venuto appunto perché l'agonia dell'ospedaletto da campo, dopo tanti anni, si è rinnovata e in circostanze assai peggiori: quando cioè vidi che la tempesta di una nuova guerra s'addensava sull'umanità, e che l'Europa secondo ogni più facile previsione sarebbe stata nuovamente allagata di sangue, allora mi parve che non la mia persona ma tutta intera l'umanità, quella cosiddetta civile, giacesse moribonda con un vangelo macchiato di sangue sul suo pagliericcio.

Quest'immagine divenne allora così imperiosa su di me che fui costretto a obbedire: essendo tornato il sangue sul mondo, bisognava pure che tornasse il vangelo. E così il presente libro è stato scritto mentre l'Europa era in preda alla guerra, ossia a ciò ch'è la negazione più integrale del vangelo.

* * *

INDICE

PREFAZIONE

Il paese di Gesù (§§ 1-5)
Erode il Grande (§§ 6-12)
I successori di Erode: Archelao – Antipa - Filippo (§§ 13-19)
I procuratori romani: Ponzio Pilato (§§ 20-27)
Sadducei, Farisei, Scribi e altri gruppi giudaici (§§ 28-45)
Tempio e sacerdozio (§§ 46-56)
Il gran Sinedrio (§§ 57-61)
La sinagoga (§§ 62-67)
Pratiche e credenze del giudaismo (§§ 68-86)

LE FONTI (§§ 87)

Fonti non cristiane (§§ 87)
Giudaismo ufficiale (§§ 87-89)
Flavio Giuseppe (§§ 90-91)
Scrittori romani ed altri (§§ 92-93)

FONTI CRISTIANE

Documenti estranei ai Nuovo Testamento (§§ 94-101)
Il Nuovo Testamento fuor dei Vangeli (§§ 102-104)

I VANGELI (§§ 105-113)

Matteo (§§ 114-126)
Luca (§§ 135-145)
La questione sinottica (§§ 146-154)
Giovanni (§§ 155-171)

LA CRONOLOGIA DELLA VITA DI GESù (§§ 172)

La nascita di Gesù (§§ 173-174)
Inizio del ministero di Giovanni il Battista (§§ 175-176)
Durata della vita pubblica di Gesù (§§ 177-178)
Data della morte di Gesù (§§ 179-182)
Il censimento di Quirinio (§§ 183-188)

L'ASPETTO FISICO DI GESÙ (§§ 189-193)
LE INTERPRETAZIONI RAZIONALISTE DELLA VITA DI GESÙ (§§ 16-12)

LA VITA PRIVATA

«Toto orbe in pace composito» (§§ 225)
L'annunzio a Zacharia (§§ 226-227)
L'annunzio a Maria (§§ 228-234)
Nascita di Giovanni il Battista (§§ 235-237)
Giuseppe sposo di Maria (§§ 238-239)
Nascita di Gesù (§§ 240-248)
La purificazione di Maria (§§ 249-251)
I Magi (§§ 252-255)
La strage degli innocenti (§§ 256-257)
La dimora in Egitto (§§ 258)
Nazareth (§§ 259-264)

DALL'INIZIO DELLA VITA PUBBLICA FINO ALLA PRIMA PASQUA

Giovanni il Battista e il battesimo di Gesù (§§ 265-270)
Il deserto e le tentazioni (§§ 271-276)
Giovanni declinante e Gesù ascendente (§§ 277-278)
In Galilea (§§ 279-280)
Le nozze di Cana (§§ 281-285)

DALLA PRIMA PASQUA FINO ALLA SECONDA

I mercanti del Tempio (§§ 286-287)
Nicodemo (§§ 288-290)
Il tramonto di Giovanni (§§ 291-292)
La Samaritana (§§ 293-297)
Ritorno e prima operosità in Galilea (§§ 298-299)
A Cafarnao e altrove (§§ 300-301)
L'elezione dei quattro (§§ 302-303)
Altri miracoli e primi ostacoli (§§ 304-309)
I dodici Apostoli (§§ 310-314)
Il Discorso della montagna (§§ 315-335)
Il centurione di Cafarnao e la vedova di Naim (§§ 336-337)
Il messaggio di Giovanni il Battista (§§ 338-340)
La peccatrice innominata (§§ 341-342)
Ministero spicciolo (§§ 343-345)
La tempesta sedata e l'energumeno di Gerasa (§§ 346-348)
La figlia di Jairo. La donna con profluvio di sangue. I due ciechi (§§ 349-351)
Invio dei dodici Apostoli (§§ 352-354)
Morte di Giovanni il Battista (§§ 355-356)
Gesù espulso da Nazareth (§§ 357-359)

LA GIORNATA DELLE PARABOLE

La parabola (§§ 360-361)
Scopo delle parabole (§§ 362-364)
Le parabole del Regno (§§ 365-371)

DALLA SECONDA PASQUA FINO ALL'ULTIMA FESTA DEI TABERNACOLI

La prima moltiplicazione dei pani (§§ 372-375)
Gesù cammina sull'acqua. Discorso sul pane vivo (§§ 376-383)
Il paralitico di Bezetha (§§ 384-386)
La “tradizione degli anziani” (§§ 387-388)
Gesù nella Fenicia e nella Decapoli. Seconda moltiplicazione dei pani (§§ 389-391)
Il segno dal cielo. Il lievito dei Farisei. Il cieco di Bethsaida (§§ 392-394)
A Cesarea di Filippo (§§ 395-399)
Rettificazioni messianiche (§§ 400-401)
La trasfigurazione (§§ 402-404)
L'indemoniato epilettico (§§ 405)
Ultimi giorni in Galilea (§§ 406-412)

DALL'ULTIMA FESTA DEI TABERNACOLI FINO ALL'ULTIMA FESTA DELLA DEDICAZIONE

La questione cronologica e geografica (§§ 413-415)
Alla festa dei Tabernacoli (§§ 416-423)
La donna adultera (§§ 424-427)
Il cieco nato (§§ 428-431)
Il buon pastore (§§ 432-434)
Espansione del Regno di Dio in Giudea (§§ 435-437)
Il buon samaritano (§§ 438-440)
Marta e Maria. Il « Pater noster » Parabole sulla preghiera (§§ 441-443)
Guarigione di un indemoniato e calunnie dei Farisei. Più beati della Madre di Gesù.
Il segno di Giona (§§ 444-446)
Gesù a pranzo da un fariseo. Invettive e ammonizioni (§§ 447-449)
Questioni finanziarie. La suprema aspettativa (§§ 450-452)
Il segno di contraddizione. Urgenza del cambiamento di mente (§§ 453-454)
La donna rattrappita e l'uomo idropico. Questioni conviviali (§§ 455-459)

DALL'ULTIMA FESTA DELLA DEDICAZIONE FINO ALL'ULTIMO VIAGGIO LUNGO LA GIUDEA

Alla festa della Dedicazione (§§ 460-461)
Gesù nella Transgiordania (§§ 462-463)
Condizioni per seguire Gesù (§§ 464)
La pecora e la dramma perdute (§§ 465)
Il figliuol prodigo (§§ 466-469)
Il fattore infedele. Il ricco Epulone (§§ 470-472)

DALL’ULTIMO VIAGGIO LUNGO LA GIUDEA FINO ALLA SETTIMANA DI PASSIONE

I dieci lebbrosi. Vicende del Regno di Dio (§§ 473-476)
Il giudice iniquo. Il fariseo e il pubblicano (§§ 477-478)
Questioni matrimoniali. Gesù e i fanciulli (§§ 479-483)
Un ricco si presenta a Gesù. Considerazioni sulla ricchezza (§§ 484-487)
Gli operai della vigna (§§ 488)
La resurrezione di Lazzaro (§§ 489-493)
Gesù ad Efraim e a Gerico (§§ 494-498)
La parabola delle mine e dei talenti (§§ 499-500)
Il convito di Bethania (§§ 501-502)

LA SETTIMANA DI PASSIONE. LA DOMENICA E IL LUNEDÌ

L'ingresso trionfale in Gerusalemme (§§ 503-507)
I Greci vogliono essere presentati a Gesù (§§ 508-509)
Il fico maledetto (§§ 510-511)

LA SETTIMANA DI PASSIONE. IL MARTEDÌ E IL MERCOLEDÌ

L'autorità di Gesù. Parabola dei due figli (§§ 512)
Parabola dei vignaioli omicidi (§§ 513)
Il tributo a Cesare (§§ 514)
I Sadducei e la Resurrezione (§§ 515-516)
Il massimo comandamento. Il Messia figlio di David (§§ 517)
L’”Elenchos” contro Scribi e Farisei. L'offerta della vedova (§§ 518-522)
Il discorso escatologico (§§ 523-529)
La parabola delle vergini. L'ultimo giudizio (§§ 530-531)
Il mercoledì. Il tradimento di Giuda (§§ 532-534)

LA SETTIMANA DI PASSIONE, IL GIOVEDÌ

I preparativi dell'ultima cena (§§ 535)
La questione cronologica (§§ 536-540)
Denunzia del traditore (§§ 541-543)
Istituzione dell'Eucaristia (§§ 544-548)
Predizione del rinnegamento di Pietro (§§ 549)
Gli ultimi colloqui (§§ 550-553)

LA SETTIMANA DI PASSIONE. IL VENERDÌ

Il Gethsemani (§§ 554-557)
L'arresto (§§ 558-561)
Il processo religioso davanti al Sinedrio (§§ 562-569)
Gli oltraggi. I rinnegamenti di Pietro. La fine di Giuda Iscariota (§§ 570-575)
Il processo civile davanti a Pilato ed Erode (§§ 576-596)
La crocifissione e la morte (§§ 597-619)

LA SECONDA VITA (§§ 620)

Le apparizioni nella Giudea (§§ 621-633)
Le apparizioni nella Galilea (§§ 634-638)
L'ascensione (§§ 639-640)

SGUARDO RETROSPETTIVO

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Eugenio Scalfari, il Falso Profeta

BIENNALE DEMOCRAZIA:INCONTRO CON EUGENIO SCALFARI

Il «papa laico» Eugenio Scalfari ha deciso lui che cosa il cardinale Walter Kasper ha detto su matrimonio, famiglia, Comunione e divorzio. Ha deciso lui che quel che lui ha deciso essere stato detto dal card. Kasper coincide con il pensiero del Papa vero, Francesco. Ha già infatti più volte deciso lui quello che il Papa vero, Francesco, deve dire, manomettendo dolosamente le interviste rilasciategli dal Vicario di Cristo. Ha stabilito lui cosa dicono il Concilio Ecumenico Vaticano II, la Tradizione e il Magistero. Ha deciso lui che tutto è cambiato, che «non c'è un inferno e neppure un purgatorio», e che questo lo pensa Papa Francesco, un Papa che nei suoi discorsi ha statisticamente messo più in guardia lui dal diavolo (che chiama esattamente così) di qualunque altro pontefice recente. Ha deciso lui cos'è la Chiesa Cattolica. Ha deciso lui che sono i cardinali che ribadiscono l'inammissibilità dei divorziati all'Eucarestia a essere i dissidenti e non (com'è ovvio) il contrario. Ha deciso lui, insomma, cos'è il cattolicesimo...

Eppure solo di recente, dice Scalfari, «ho appreso una circostanza che ignoravo e che penso sia ignorata da gran parte delle persone: l'apostolo Pietro aveva moglie. In uno dei Vangeli sinottici si racconta che tra i vari miracoli fatti da Gesù ci fu anche la guarigione della suocera di Pietro che lui stesso aveva implorato al Maestro affinché si interessasse in favore di quella sua parente ammalata». Si vede che il «papa laico» manca un po' dalla Messa domenicale, e pure che il giorno in cui a Catechismo insegnavano quelle cose lì lui era fuori a giocare alla lippa.

«Pietro, che fu il primo vescovo di Roma su designazione di Gesù a quanto raccontano i Vangeli», prosegue Scalfari ‒ «a quanto raccontano i Vangeli», pensate un po’, e sennò chi?, il correttore di bozze de la Repubblica?.. ‒ «era dunque ammogliato e molti dei dodici apostoli lo erano»…. Caspita, che scoperta enorme di storia & Vangelo… «Gesù infatti, come recitano gli evangelisti, dice a chi vuole seguirlo e agli apostoli in particolare che lo seguiranno sempre e dovunque dal momento in cui lo incontrano: "Chi vuol seguire me deve abbandonare per sempre la sua casa, il padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli". E lui è il primo ad averlo fatto dal momento stesso in cui ha inizio la sua predicazione dopo il battesimo nelle acque del Giordano».

Menomale che c’è la raffinata prosa di Scalfari, altrimenti tutte queste nozioni si sarebbero perse per sempre nel vento… Ma tutto serve evidentemente solo per ripetere una volta in più che «il clero dei primi secoli non prevedeva il celibato dei presbiteri, la Chiesa cattolica d'Oriente lo pratica tuttora e il problema si ripresenterà di nuovo, anzi si è già presentato perché i pastori anglicani, ortodossi, o delle varie Chiese protestanti, che sono sposati, se decidono di passare al cattolicesimo sono accolti dalla Chiesa con le loro famiglie».

Ebbene, su questi argomenti Il Timone invita «monsignor» Scalfari a leggere quel che il cardinale Walter Brandemüller ha pubblicato su Il Foglio a erudizioni degli assenti quel giorno famoso là al Catechismo.

Sugli altri, quelli relativi alla canonicità dei quattro Vangeli e alle loro datazioni, rimandiamo il «papa laico» agli esami di riparazione, assegnandogli lo studio attento della messe orami enorme di opere (anche di taglio divulgativo) che confutano le sue poche massime da biscottini della fortuna (ma anche alle quattro righe d’introduzione che accompagnano i libri del Nuovo Testamento delle edizioni CEI).

Solo che di fronte a tanto eloquio ci viene il tremendo dubbio che Scalfari abbia una voglia matta di farsi invitare al Sinodo a predicare…

 

http://www.iltimone.org/32175,News.html

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martedì 23 settembre 2014

Incontro Cordiale tra il Cardinale Muller e Monsignor Fellay (Fraternità Sacerdotale San Pio X)

Mons. fellay - fsspx

Un clima di cordialità ha caratterizzato l'incontro tra il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e mons. Bernard Fellay, superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X. 

L'incontro si è svolto questa mattina, dalle 11 alle 13, presso la sede dell'ex Sant'Uffizio. Erano presenti mons. Luis Ladaria SI, segretario della Congregazione; mons. Augustine Di Noia OP, segretario aggiunto, e mons. Guido Pozzo, segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Presenti anche gli assistenti della FSSPX, Nikolas Pfluger e Alain-Marc Nèly. 

Durante l'incontro - riferisce una nota della Sala Stampa vaticana - "si sono esaminati alcuni problemi di ordine dottrinale e canonico e si è inteso di procedere per gradi e in temi ragionevoli verso il superamento delle difficoltà e l'auspicato della piena riconciliazione".

"Dopo un lungo tempo dove non vi erano stati più incontri - ha detto padre Federico Lombardi ai giornalisti -, quello di oggi è stata una ripresa serena dei contatti, che mostra la buona intenzione di continuare in una prospettiva positiva".

Il clima è stato "cordiale", ha ribadito il portavoce vaticano, sottolineando che "ci si muove sempre in un senso di auspicato raggiungimento di una riconciliazione" e che si spera che l'incontro di oggi "dia frutti". 

 

http://www.zenit.org/it/articles/il-cardinale-muller-incontra-mons-fellay-capo-dei-lefebvriani

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Un Regalo per Papa Francesco: Il Libro Nero del Comunismo

papa francesco sorpreso"Non sapevo che il vostro popolo avesse sofferto tanto!", ha detto Francesco nella celebrazione nella cattedrale di Tirana, parlando dopo le testimonianze di un sacerdote e di una religiosa che hanno vissuto la persecuzione comunista. Il Papa non sa che il comunismo ha fatto 100 milioni di vittime?

 

pagliacci comunisti

 

“In questi due mesi, mi sono preparato per questa visita, leggendo la storia della persecuzione in Albania. E per me è stata una sorpresa: io non sapevo che il vostro popolo avesse sofferto tanto!”. Lo ha detto Papa Francesco, nella celebrazione dei Vespri nella cattedrale di Tirana, parlando a braccio dopo le toccanti testimonianze di un sacerdote e di una religiosa che hanno vissuto la persecuzione comunista. Chiudendo un occhio sul “refrain” (io non sapevo) più gettonato dai leaders del pianeta terra, appare stupefacente che un papa, quindi un uomo di cultura, non sapesse che l’odio del comunismo ha provocato 100 milioni di vittime. Ingenuità a cui solo gonzi e cortigiani possono credere. A fine giugno 2014 Bergoglio disse “«Io dico solo che i comunisti ci hanno derubato la bandiera. La bandiera dei poveri è cristiana” e “nella mia vita ho conosciuto tanti marxisti buoni come persone". “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” diceva Andreotti. Orbene, è bestemmia o irriverenza congetturare che il non sapevo del papa venuto dalla fine del mondo non sia imputabile all'ignoranza, bensì a quella sorta di “ amore simpatia invidia” non ufficialmente palesata per l’ideologia più nefasta del novecento? La teologia della liberazione recentemente riabilitata da papa Francesco, che altro non è se non la lettura del Vangelo in chiave marxista? Dopo il teatrino della politica, la sorpresa del teatrino della religione.

Gianni Toffali

http://www.affaritaliani.it/politica/papa-commento2209.html?refresh_ce

 

Per scaricare “Il libro nero del comunismo” clicca qui…

 

Il Libro Nero del Comunismo
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