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la Web Tradizionalista Cattolico

sabato 20 settembre 2014

Film - Il Sole di Montecassino

Il sole di montecassinoIl nobile Benedetto, stanco e nauseato della vita molle e priva di ideali che conduce nel suo ambiente, rispondendo ad un appello interiore, si ritira per dedicare la sua vita alla meditazione e alla preghiera. Dopo molti anni di raccoglimento e di intensa vita spirituale trascorsi nell'eremo di Subiaco, ricca di benefici frutti per lui e per tutti coloro che lo avvicinano e dopo aver gettato le basi del grande ordine monastico, il santo si reca a Montecassino dove in un triste periodo di guerre e di devastazioni, fonda la famosa abbazia, oasi di pace e faro di cristianità.

 

 

ANNO 1945

PAESE italia

REGIA Giuseppe Maria Scotese

ATTORI Fosco Giachetti, Adriana Benetti, Liliana Laine, Nino Pavese, Alfredo Varelli, Manoel Roero, Giampaolo Montesi, Virgilio Tomassini

 

 

 

 

Sinodo? Parla il Cardinale George Pell

Cardinale George Pell

di Matteo Matzuzzi

Francesco lo chiama “il mio ranger” e ne loda “la tenacia degna d’un campione di rugby australiano”. In realtà, George Pell, cardinale settantaduenne di Santa Romana Chiesa, alla palla ovale ha sempre preferito il football. Ha giocato nella squadra del St. Patrick College di Ballart, stava per diventare professionista con il Richmond Football Club, poi è arrivata la chiamata e s’è fatto prete. Alto quasi due metri, imponente, all’inizio dell’anno il Papa preso quasi alla fine del mondo l’ha voluto a Roma, affidandogli – a sorpresa – la palla avvelenata per eccellenza, la macchina delle finanze vaticane. Adesso, a poche settimane dall’apertura del Sinodo straordinario sulla famiglia, prima tappa di un percorso che Francesco ha voluto biennale – solo dopo l’assemblea ordinaria del 2015 sarà infatti pubblicata l’esortazione apostolica papale –, fa sentire la sua voce sulla questione più controversa e divisiva, quella del riaccostamento alla Comunione dei divorziati risposati. Lo fa con un libro che, ironia della sorte, ha lo stesso titolo di quello che ospita le tesi di Walter Kasper, il teologo cui il Pontefice affidò l’ouverture del confronto sulla famiglia tra i cardinali (esclusiva mondiale del Foglio, era un rapporto segreto), lo scorso inverno: “Il Vangelo della Famiglia”, in uscita il 1° ottobre per l’editore americano Ignatius Press.

Chiara è la posizione di Pell: “La dottrina e la pratica pastorale non possono essere in contraddizione. Non si può mantenere l’indissolubilità del matrimonio consentendo ai risposati di ricevere la comunione”. Quella del cardinale australiano è la voce di uno degli uomini che stanno ai vertici della nuova curia bergogliana. Per lui, Francesco ha creato ex novo la Segreteria per l’Economia, l’organismo che sovrintende a tutte le operazioni che hanno a che fare con i denari d’oltretevere. Lo avevano chiesto, in nome della trasparenza, i cardinali nelle più o meno segrete congregazioni generali che anticiparono l’ultimo Conclave, quasi tutti convinti della necessità di dare una vigorosa sterzata dopo i documenti trafugati dalla scrivania di Benedetto XVI e sbattuti sulle prime pagine dei giornali, stagione di corvi e veleni.

Lui a Roma non ci voleva venire, c’ha pensato un po’ come aveva già fatto nel 2010, quando disse no a Joseph Ratzinger che l’aveva messo in cima alla lista dei candidati per assumere l’incarico di prefetto della congregazione per i Vescovi, posto di prestigio e di potere, lasciato vacante dal cardinale Giovanni Battista Re, giunto all’età della pensione. Ma Pell alla fabbrica che crea i pastori da mandare nel mondo, terre di missione escluse, preferì rimanere a Sydney. Anche perché nel frattempo erano iniziate a circolare voci su sue presunte coperture di casi d’abuso sessuale. Qualcuno, memore dei gusti liturgici del porporato, tirò un sospiro di sollievo, temendo che con il ranger australiano a Roma si sarebbero moltiplicati i vescovi conservatori, tradizionalisti o addirittura paralefebvriani ai quattro angoli del pianeta. Dopotutto, spiegava chi aveva già accettato con malcelata perplessità il Summorum Pontificum che autorizzava la celebrazione secondo l’antico messale aggiornato da Giovanni XXIII nel 1962, per farsi un’idea dell’orientamento di Pell bastava dare un’occhiata ad alcune celebrazioni da lui presiedute: cappamagna, manipolo, chiroteche, mitre alte démodé. Amico del mondo tradizionalista, il prossimo ottobre presiederà un pontificale nella chiesa romana della Santissima Trinità dei pellegrini.

Gusti che al Papa delle periferie interessano ben poco. Del ranger apprezza la capacità manageriale e – soprattutto – quella di far rigare dritto i sottoposti. Fino a oggi, il porporato australiano s’era tenuto ai margini della discussione riguardante il Sinodo, impegnato a studiare riforme economiche lassù in cima alla Torre di San Giovanni, nel bel mezzo dei Giardini vaticani. Ora spiega nel suo libro che “quanto prima si capirà che cambiamenti sostanziali nella dottrina e nella pastorale sono impossibili, più la delusione sarà anticipata e dissipata”. Quel che serve, ha aggiunto, è “la riaffermazione della dottrina” e dell’insegnamento tradizionale, in modo da evitare quanto accadde dopo la promulgazione dell’Humanae Vitae di Paolo VI, nel 1968, con Papa Montini che da quel momento e per i suoi ultimi dieci anni di pontificato non avrebbe più scritto alcuna enciclica, dopo che nei primi cinque anni sul Soglio di Pietro ne aveva promulgate ben sei. Il confronto sinodale è benvenuto, ma a giudizio di Pell è necessario per “difendere la tradizione cristiana e cattolica del matrimonio monogamo e indissolubile”. “Inutile e controproducente”, invece, “è concentrarsi troppo sulla questione dei divorziati risposati civilmente. E’ solo la ricerca di una consolazione a breve termine”. Ricerca che proviene da contesti ben precisi: “Le pressioni per un cambiamento sono concentrate soprattutto in alcune chiese europee, dove cala il numero della gente che va in chiesa e aumenta quello dei divorziati che scelgono di non risposarsi. Le comunità in salute non spendono la maggior parte delle loro energie su questioni laterali” e poi c’è da dire che “i divorziati risposati che vorrebbero essere ammessi all’eucaristia sono molto pochi”. Kasper, nelle tesi esposte durante la lunga relazione di taglio teologico, ha invocato la misericordia per concedere al naufrago una zattera per poter salvarsi, il sacramento della penitenza. Pell riconosce il valore della misericordia, “fondamentale quando si parla di matrimonio e sessualità, perdono e santa comunione”. Ma è fondamentale, aggiunge, ribadire che “la misericordia è legata in modo essenziale alla fedeltà, e la verità alla grazia”. E poi, osserva come già aveva fatto su questo giornale il cardinale Carlo Caffarra, “Gesù non ha condannato la donna adultera minacciata di morte per lapidazione, ma non le ha neppure detto di andare avanti con il suo buon lavoro, di continuare senza mutare i suoi modi di fare. Le ha detto di non peccare più”.

© FOGLIO QUOTIDIANO (19 settembre 2014)

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venerdì 19 settembre 2014

Il Cardinale Burke Corregge Bergoglio e lui Minaccia con l’Esilio…

hNon è la prima volta che Raymond Burke, capo della Segnatura Apostolica, contesta pubblicamente Papa Bergoglio: presto potrebbe essere rimosso dal suo incarico in Vaticano.

Il cardinale statunitense Raymond Burke “corregge” il “chi sono io per giudicare un omosessuale” di papa Francesco nel corso di una intervista televisiva. Il prelato, attualmente a capo del più alto tribunale vaticano, la Segnatura Apostolica, ha chiarito che “è necessario giudicare le azioni, tutti emettono continuamente giudizi su certe azioni. La legge naturale è questa: scegliere il bene ed evitare il male.” Burke, che è considerato un tradizionalista negli ambienti della curia romana, ha precisato che si devono giudicare gli atti gravemente peccaminosi come quelli omosessuali, ma che non si può puntare il dito contro chi li compie perché “magari è nel peccato senza saperlo”. Per Burke giudicare i peccati altrui è giusto e necessario “perché altrimenti non possiamo vivere una vita buona e morale”. Burke ha chiarito che, a suo parere, la frase pronunciata dal Papa nel 2013 in aereo mentre tornava dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro, non può essere utilizzata come un argomento a sostegno del matrimonio omosessuale, come invece fanno molti esponenti del movimento LGBT. Il cardinale ha precisato di non essere intollerante verso i gay: “Ho compassione per loro – ha dichiarato – e questo significa che voglio che conoscano la verità ed evitino di rimanere nel peccato per il loro bene e la loro salvezza.” Per Burke, se i cattolici rimanessero in silenzio davanti alle “aggressive istanze degli omosessuali” non farebbero altro che “restare a guardare alla distruzione della nostra società”.

 

Burke e gli scontri con Papa Francesco

Non è la prima volta che l’alto prelato statunitense, noto nel mondo cattolico per le sue dure prese di posizione contro aborto, eutanasia e matrimoni gay, va controcorrente rispetto ai comportamenti ed alle parole di papa Francesco: arrivò addirittura a criticare il testo dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, forse il più importante testo finora firmato da Francesco nel corso del suo pontificato, dicendo di non “aver ancora trovato il modo di descrivere questo documento”. Per questo, gira voce in Vaticano, presto potrebbe essere rimosso dal suo incarico di prefetto del tribunale della Segnatura Apostolica per essere destinato ad incarichi puramente onorifici. Una decisione in questo senso attesa già da parecchi mesi e che potrebbe essere ratificata da Jorge Bergoglio nelle prossime settimane.

 

http://www.fanpage.it/papa-francesco-cardinale-burke-scontro/

 

Sua Eminenza Reverendissima, Sig. Cardinale Raymond Leo Burke

burke

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martedì 16 settembre 2014

Documentario - Il Cristianesimo: Gli Eredi di un Impero

documentario - il cristianesimoDocumentario sulla straordinaria storia della religione cristiana da minoranza perseguitata e quasi estinta nei primi secoli dell'Impero, a religione di stato ed erede, almeno in parte, della cultura dell'antica Roma.

 

 

 

 

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lunedì 15 settembre 2014

Le Massime del Vangelo

massime del vangelo

Lettera di San Paolo ai Filippesi 2,5: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù.”

Queste parole dell’Apostolo sono dirette solamente ai Filippesi? Con che ragione il resto dei cristiani si considera esente da questa salutare lezione? Siamo forse meno discepoli del Salvatore rispetto ai destinatari di questa lettera? Se vogliamo veramente salvarci, se vogliamo essere veramente cristiani, possiamo pensare in una maniera differente rispetto a quello che Cristo pensò? Possiamo ammettere altre massime o altri principi? Su due soli principi gira tutta la nostra religione, la morale e i dogmi, cioè, su quello che dobbiamo credere e su come dobbiamo lavorare. È importante credere in tutte le verità della fede; però è indispensabile vivere costantemente secondo le regole della morale cristiana. Seguire la morale senza aver fede è una chimera. Credere tutto quello che la fede ci insegna, e non vivere secondo le massime del Vangelo, è un’insigne pazzia, accompagnata da un’irreligiosità impietosa.

Se crediamo a tutto quello che c’insegna la religione, crediamo all’amore di un Dio infinito, che infinitamente ci ama, che ci previene con un amore infinitamente tenero, benefico, incomprensibile; nell’Incarnazione del Verbo, mistero nel quale si confonde e si perde l’intendimento allevato; nella vita di un Uomo Dio, povero, sconosciuto; nei lavori estremi, morte dolorosa e atroce di Gesù Cristo; nella redenzione super abbondante di tutti gli uomini, senza che nessuno fosse escluso da questa felice e beata eternità, patria celestiale, centro di tutti i beni, nostro unico patrimonio: nei miracoli continui dell’estremo amore di Gesù Cristo e della sua presenza reale nell’eucaristia, nostra dolce consolazione e fonte inesauribile di confidenza; nel giudizio terribile sulla conformità della nostra vita con la regola suprema dei costumi e con l’inalterabilità del vangelo; nelle difficoltà moltiplicate nell’unico negozio che abbiamo, cioè, la nostra salvezza; nelle massime del mondo specialmente opposte all’unica regola dei costumi; nello spirito del mondo estremamente contrario allo spirito di Gesù Cristo; vita mortificata, vita penosa, vita pura, vita penitente affinché possa essere e si possa chiamare vita cristiana; questo è il riassunto della nostra fede. Mettere in dubbio un solo articolo di questa materia vuol dire essere infedeli.

Massime del Vangelo, morale inalterabile di Gesù Cristo; avere un’altra regola di vita, vuol dire condannarsi, essere riprovevole, miserevole e perdersi interamente.

Queste sono le massime di Gesù Cristo, però sono anche le nostre? I grandi del mondo, gli uomini di negozio, queste anime interamente carnali, queste donne testarde e ostinatamente mondane, entrano in queste massime? Studiano questa sovrana e unica regola di costumi? Sono veramente fedeli tutti quelli che, oggi come oggi, si definiscono cristiani? Queste persone schiave delle passioni, tristi vittime del mondo; questi idolatri di piacere, che passano tutta la vita nemici di Dio e nelle loro disgrazie; questi cristiani di nome, vergogna del cristianesimo; perché molti, come diceva San Paolo ai Filippesi (3,18-19), e con più ragione lo possiamo dire oggi: “Perché molti, ve l'ho già detto più volte e ora con le lacrime agli occhi ve lo ripeto, si comportano da nemici della croce di Cristo: la perdizione però sarà la loro fine, perché essi, che hanno come dio il loro ventre, si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti alle cose della terra”. Tutte le persone coinvolte in questo ritratto (e solo Dio sa quante sono!) si governano per le massime del Vangelo? Avranno buone fondamenta per sperare in una beata fine?

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sabato 13 settembre 2014

Pre-Seminario della Fraternità Sacerdotale San Pio X

spirito santo

Lunedì 13 ottobre comincerà l’anno del pre-seminario San Giuseppe, con la consueta S. Messa de Spiritu Sancto per invocare l’aiuto celeste sulle giovani leve aspiranti al sacerdozio.

Il pre-seminario, iniziativa che ha riscosso successo l’anno scorso, permettendo a cinque giovani di partire per il Seminario di Flavigny in Francia, è un’occasione di studio, lavoro e preghiera offerta a chi si pone seriamente la domanda della vocazione.

Ciò permette di approfondire in primo luogo la propria vita spirituale vivendo in comunità con i sacerdoti e i religiosi del priorato, con la possibilità di avere una seria assistenza spirituale e naturalmente il tesoro inestimabile della santa Messa quotidiana; in secondo luogo la formazione che viene dispensata durante l’anno è finalizzata all’acquisizione dei contenuti dottrinali di base della nostra santa Religione, ma anche allo studio (o alla scoperta) dei problemi relativi alla crisi nella Chiesa e degli errori moderni di fronte alla bimillenaria dottrina cattolica.

I corsi che gli allievi seguiranno comprenderanno quindi nozioni di Catechismo, Liturgia, Sacra Scrittura, Latino, Atti del Magistero, nonché un corso di Francese che li preparerà all’entrata in Seminario.

Le iscrizioni potranno essere effettuate contattando il priorato di Albano al numero 069306816, o tramite l’indirizzo mail  pre-seminario@sanpiox.it.

 

http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=1443:riparte-il-pre-seminario&catid=82&Itemid=139

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